Intervista a Daniele Silvioli. "Il trail non è roba solo per gente de Burgada"!

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Nome: Daniele, cognome: Silvioli, anni: 49. Corre per i colori del Gruppo Sportivo Bancari Romani. Volto noto nelle tante gare domenicali della capitale. Detta fin qui potrebbe apparire banale e scontata, il solito tapascione della domenica, gran divoratore d’asfalto e sampietrini, basolato e tombini, sempre pronto a tagliare i marciapiedi e scansare le auto in sosta. Tuttavia questa volta è diverso, folgorato sulla via di Damasco, il tapascione, dopo cinque lunghi anni di onorata e soddisfacente carriera stradale, sta lentamente trasformando una parte di sé in quello che è comunemente definito un trailer, ovverosia un podista amante delle corse in natura: i trail.

L'intervista a Daniele Silvioli è una chiacchierata tra amici, utile forse per capire che, il trail non è solo roba per gente de Burgada...ma una specialità fatta anche per podisti di Roma centro. Ma andiamo per ordine.

 Daniele, che cos’è effettivamente un trail? Una qualsiasi corsa nei parchi? Una campestre? Un cross?

Niente e un po’ di tutto questo: i trail sono competizioni, che si svolgono solitamente in ambienti montani o collinari, le cui distanze generalmente partono dai 15/20km fino ad arrivare a 150km e oltre. Il dislivello in discesa e salita è spesso importante, il percorso spesso può essere tecnico e impegnativo, quasi mai pericoloso. Nel più puro spirito del trail molte volte si viaggia in autosufficienza di acqua e cibo fino alla completa autosussistenza nelle più lunghe gare a tappe.

Quanti trail hai corso?

La mia personale, e per ora breve esperienza, una dozzina di queste competizioni, corse solitamente tra Lazio e Abruzzo, mi ha permesso di cogliere in parte uno dei tanti aspetti con cui ci si avvicina a questa specialità, i cui frequentatori sono sovente tratteggiati con contorni confusi tra il pazzo e l’esaltato: correre sereni, impegnando i tuoi limiti e divertendoti nel pieno rispetto della natura che ti circonda.

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Qual è stato il più bello e il più duro?

Scegliere, tra le mie esperienze, la gara più bella o più dura è difficile, perchè molto spesso questi due aggettivi viaggiano a braccetto, ma se posso stilare una mia personale classifica metterei Il Gran Sasso Skyrace come gara paesaggisticamente più emozionante e l’Ecotrail Serra di Celano come competizione più dura, tra quelle da me partecipate.

Che allenamento serve per affrontare un TRAIL?

Ovviamente ci si domanda se esiste una preparazione specifica ai trail. La risposta è ni. La preparazione atletica ha molti punti in comune con la corsa su strada, il problema, per noi “cittadini”, è che manca l’elemento fondamentale: il terreno di gara…

Vuoi dire che correre su e giù per i sette colli di Roma non basta?

Insomma ci dobbiamo arrangiare nei parchi cittadini utilizzando percorsi alternativi ai classici sentieri. Ovviamente salite e discese in forma ridotta non offrono le stesse sensazioni che si hanno in montagna ma con un pò di creatività si possono ottenere risultati interessanti. Alla fine non avremo il “piede montanaro” o le caviglie forti e magari in discesa la cavalcata dello stambecco è un pallido ricordo, ma con un tocco di sana prudenza il divertimento è assicurato.

Dopo aver corso un off road...è sempre facile tornare a correre su strada?

Dopo una stagione passata nelle corse off-road, il rientro nelle competizioni stradali scatena un turbinio di sensazioni contrastanti: correre in mezzo ad auto parcheggiate e sull'asfalto suona strano, il silenzio della natura svanisce, le gambe forti mi penalizzano nella velocità ma tutto sommato capisco che il lavoro fatto in montagna ritornerà utile prima o poi. Il lavoro duro paga sempre.

Chi è il tuo atleta preferito di questa specialità?

Questa mia passione è nata leggendo e guardando i resoconti di ben più famosi trailer, persone straordinarie, unite dal coraggio di sfidare i propri limiti e di migliorarli, sui quali si stagliano due autentici miti, diametralmente opposti e contrapposti, la giovanile irruenza del catalano Killian Jornet che ultimamente ha ricevuto il testimone di leader incontrastato della specialità da un monumento di modestia, saggezza sagacia tattica che risponde al nome di Marco Olmo un ultrasessantenne più unico che raro in termini di risultati sportivi raggiunti.

Cosa consigli a chi volesse iniziare a correre una gara?

Cosa consigliare a chi vuole iniziare questo “percorso”? Partire avendo in mentre tre cose importanti: correre per il piacere di correre, rispettare la natura, quella che ci circonda e noi stessi con i nostri limiti, prepararsi con cura e perseverare con prudenza e pazienza, i risultati e le soddisfazioni prima o poi arrivano...sempre!

Marco Raffaelli - Maggio 2011 - www.atleticaipzs.com

Commenti

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avatar Peppe
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Grazie Daniele, una bella intervista.
Io ricordo con piacere tutte le ecomaratone fatte, faticose, dure, emozionanti.
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