Il doping servito in prima pagina

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Io l'ho letta l’intervista a Barbi su podisti.net e la prima reazione è stata rabbia, perché secondo lui l’80% dei miei compagni di squadra sarebbe dopato, perché parla e non fa i nomi di chi come lui si dopava. Lo nausea che ho provato è per essere entrato in un mondo che nulla a che fare con lo sport. Sembrava di leggere una storia horror, dove l'uomo distrugge se stesso, annienta ogni forma di amor proprio e rispetto del prossimo. La storia di Barbi è una come tante, noi che viviamo lo sport sano, ci dimentichiamo dell'altro lato della medaglia, quello in cui la vita si ferma per iniziare correre e su un binario costruito con furbizie e adorazione del trionfo facile.  Vai al link

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