1° JJ Running Festival: open your mind
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18 Aprile 2011

La mia prima trasferta. A Bologna. Per la prima volta una corsa tutta al femminile: tante donne si sono date appuntamento al parco della Montagnola di Bologna per correre 6 km nel centro della città. Per una volta non c’erano uomini col pettorale, con i quali ci sentiamo sempre in dovere di competere, per dimostrare che siamo brave quanto loro nelle discipline sportive. Stavolta eravamo solo noi, tante donne: dalla professionista più veloce, alla signora che gareggiava per la prima volta. Unite dallo stesso spirito: correre per il puro piacere di farlo. Nessuna aveva garmin, cronometri o sveglie al collo, il tempo non conta, eravamo lì tutte insieme per divertirci correndo. Divertirsi sì, ma con quell’impegno e quella serietà che solo noi donne sappiamo mettere nel fare qualsiasi cosa!
E allora eccoci tutte davanti al palco per riscaldarci con qualche esercizio yoga, guidate dalla maestra, nonché provetta runner Tite Togni. Le sue parole mi hanno stappato le orecchie e sono arrivate dritte dritte al cervello! Ci ha raccomandato, quando corriamo e ci troviamo nei momenti di difficoltà, stanchezza o affaticamento, di ricordarci di avere una testa, perché si corre non solo con le gambe, ma anche con la mente.
Ed io oggi per la prima volta ho corso con la mente, in maglietta rosa in mezzo a magliette solo rosa, mi sono sentita leggera. Nessuno aveva aspettative dalla mia prestazione, tranne me stessa: volevo fare una bella gara, al meglio delle mie possibilità. E così, dopo il saluto appassionato a tutte noi da parte dell’organizzatrice della manifestazione, Julia Jones, abbiamo lanciato in aria i palloncini rosa e via per le strade del centro storico, chiuso al traffico solo per noi, sotto i bellissimi portici vestiti a festa solo per noi, i fotografi lungo tutto il percorso che hanno fotografato ognuna di noi, il rifornimento al 4 km dei volontari che allungavano succhi di frutta e incitamenti solo per noi. E noi che correvamo a cercare un cestino dove gettare i bicchieri (solo noi!).
E ancora i passanti increduli, pazienti, indifferenti, divertiti che avevano occhi solo per noi. E finalmente di nuovo l’ingresso alla Montagnola e l’arrivo, e mentre lo speaker Daniele Menarini leggendo il mio numero (32. e quando mi ricapita più?!) gridava il mio nome (fico!) e l’omino mi metteva la medaglia al collo, mio marito scaricava il rullino sulla mia faccia raggiante! Raggiante sì, perché per la prima volta mi sono sentita importante. Ho corso da sola ma non ero da sola (ha detto una signora al traguardo). Per la prima volta ho corso con la mente (visto che le gambe erano ferme da due settimane perché il tendine fa le bizze). Il motto della gara era “correre è conoscersi, è energia, è arrivare”. Bè io ho fatto tutte e tre le cose, perché ho capito che è la testa a farti volare, il corpo la segue e si adegua con l’allenamento. Non ho vinto nessun premio (eppure ce n’erano tanti) ma il sorriso soddisfatto di Julia per la riuscita dell’evento è stata la giusta ricompensa.
Ci sono voluti 400 km di andata e 400 km di ritorno (in macchina ovviamente) per aprire la mia mente, ma ne è valsa la pena. Ho costatato davvero che volere è potere, ma attenzione: in mezzo alle due paroline ci sono costanza, impegno e sofferenza. Più ne metti, maggiore è la soddisfazione alla fine….
Magari saremo state tutte tapascione (tranne le vincitrici che sono andate veramente veloci!!) ma quanto ci siamo divertite!
Grazie Julia per la bella giornata, ci rivediamo alla prossima edizione del JJ Running Festival. Mi raccomando: women only!





















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