Mezza di Nepi, tutto e il contrario di tutto

Quella di oggi è stata la mia decima partecipazione alla mezza dei 3 comuni. Una gara a cui sono particolarmente affezionato, per le tante volte che l'ho corsa con mio padre accanto, per l'esigenza del percorso e il sapore di piccola impresa alla portata di tutti o quasi. Non è la mezza più dura del circuito laziale, ma per le condizioni ambientali, il clima spesso difficile, riuscire bene dai tornanti della 3 comuni, è il test più importante in vista della Roma-Ostia. Oggi tutto è andato diversamente da ciò che mi aspettavo. Le previsioni davano il diluvio e Giove pluvio ci ha dato tregua per quasi due ore, avevo in mente un passo da 5.30 a km e mi sono trovato più volte sotto la soglia personale, in fine credevo di stare solo per tutti i km della gara, ma per fortuna non è successo nulla di tutto ciò. Al 7 km Mauro mi si affianca e mi supera, lo riconosco e da quel momento non ci siamo più staccati, o meglio io mi staccavo ma lui, da esperto pacer non mi mollava e mi si è portato dietro fino al traguardo.
Il piacere della corsa in due, le chiacchiere le battute la nostra storia ha fatto da sottofondo in tutte le salite della gara. Mauro ha perso più di un minuto importante per ascoltare le mie fatiche e sbuffate di dolori. Il bello degli ultimi km, oltre alla sensazione di sazietà podistica è stato il vedere un campione come Marco D'Innocenti che dal 17 km ci si affianca e mi trascina fino all'arrivo. Ovviamente lui aveva già chiuso in 1.15 ed è tornato indietro per incontrare Mauro. Siamo andati avanti parlando (io poco) e sentendo le considerazioni di un neo papà che ha rivisto una gara da dietro e ne ha assaporato le gioie di noi carichi pesanti. Chiudo in 1.55 non c'avrei mai sperato in partenza, sto bene e me la godo
Grazie Mauro e Marco, grazie mezza di Nepi, anche quest'anno





















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