Enrico Monti e il suo PB: era già tutto previsto
Inizia in un bar di Sabaudia la mia “giornata di gloria” quando preso da un attacco di onnipotenza, a un’ora dal via, pago il thè agli amici per festeggiare in anticipo il mio nuovo personale. Della squadra siamo in pochi, io Alfredo, Massimo, Carlo, Alberto e Marco e, per mia fortuna, gli ultimi due avevano appena preso il caffè!! In un freddo polare iniziano i preparativi con un misto di riti scaramantici tipici del pregara.
Il parcheggio è a pochi metri dalla linea di partenza così ci presentiamo all’ultimo e prima dello start ci riscaldiamo mischiandoci insieme con gli altri.
Non siamo molti e sin dai primi metri riusciamo a correre bene. Parto con Alfredo e ci mettiamo subito al nostro passo (5 al km). Il primo km è più lungo di 200 metri così abbiamo un minuto in più sul cronometro ma non ci preoccupiamo perché sappiamo che questi 200 metri prima o poi ci verranno restituiti. Così non è! E per tutta la gara nei nostri passaggi resta traccia di questo minuto in più. Siamo regolari parliamo poco restando concentrati sull’andatura e la nostra regolarità è apprezzata da un ciclista che invita il suo amico a seguire noi e a lasciar stare gli altri. Quando corro con Alfredo, sto bene, riesco a prendere il suo passo proprio come nei lunghi che facciamo insieme e sono sicuro che non stiamo lasciando secondi preziosi. Un simpatico siparietto si apre intorno al 20° km quando superiamo l’amico Claudio Infusi che vedendo la chioma bianca di Alfredo non esita a chiedergli l’età per assicurarsi il premio di categoria. I due appartengono categorie diverse così otteniamo il lasciapassare e salutiamo il gruppetto (s.p.c. alla fine entrambi andranno a premio). Che spettacolo!!!
Passiamo la mezza in 1:46, siamo di nuovo sul lungomare e i km si fanno più duri perché il falsopiano si sente nelle gambe. Al 24° km puntuale come un orologio svizzero entra Carletto Pizzoli per tirarci negli ultimi 18 km. Si mette insieme con noi con il suo passetto e ci tira per tutto il lungomare perennemente in salita. Lasciamo il lungomare al 29° km e le gambe vanno meglio, ma tra il 32°km e il 34°km inizierà un tratto di fango e pozzanghere che ci fanno rimpiangere quel bell’asfalto che abbiamo lasciato. Tra fango e pozzanghere ci perdiamo Alfredo con problemi muscolari, il dispiacere è tanto ma non posso rallentare perché stamattina ho detto che avrei fatto il mio personale e il cronometro mi conferma che ce la posso fare. Carletto, alias l’elastico fatta persona, mai nella sua carriera podistica è stato così regolare. Prima dei ristori allunga prende l’acqua e me la serve senza farmi perdere neanche un secondo!! Un aiuto non da poco anche perché mi fido completamente del suo passo. Mentre corro, mi volto cercando inutilmente di scorgere Alfredo, mi dispiace tanto non averlo vicino e poter dividere con lui la sofferenza degli ultimi km inebriati dall’euforia del personale.
Resto dietro a Carlo ma le mie gambe sono dure e gli dico che non ne ho per aumentare l’andatura. Lui mi sprona a non lasciare secondi preziosi e riesco a limitare i danni anche nei tratti più impegnativi. Maledico il salitone del 41° km e la salita del 42°km che porta al viale principale di Sabaudia dove mi aspetta il traguardo. Sul rettilineo finale Carlo esce dal percorso: missione compiuta … fermo il cronometro in 3:34:45. Quattro minuti in meno del mio precedente personale … ce l’abbiamo fatta!
Anche questa domenica il gatto e la volpe hanno messo a segno il loro colpo; domenica prossima, altra giostra, altro giro, altra gara e nuove strategie nel nome di un’alleanza rafforzata negli anni.
Enrico Monti





















Commenti
Bellissima gara e gran tempo, quello che meriti!
Mitico anche il Carletto "Safety Car" Pizzoli e un plauso anche ad Alfredo che sono sicuro abbia dato il suo massimo per accompagnarti fin quando ha potuto.
Bella squadra nel risultato del singolo il sacrificio di molti!
Ci sentiamo per domenica alla Best Woman.