"I think this is the day"

haile

E' meglio non lamentarsi più...Così, Haile Gebrselassie, ha salutato i giornalisti, nel dopo gara, alla maratona di  NY domenica 7 novembre. Uno dei più grandi maratoneti di sempre ha chiuso la sua incredibile carriera. Un uomo che ha tracciato un solco indelebile nel mondo dello sport. Esempio nella vita  per molti . Ha sempre capito cosa poteva ottenere dal suo successo. Il suo paese, l'Etiopia, è stato il suo punto di riferimento per le tante iniziative umanitarie e sociali. E' raro avere uomini di questa caratura nel mondo dello sport, ma sappiamo bene che la nostra disciplina sportiva è diversa. Ti porta a conoscere te stesso e a misurarti con le tue debolezze, per comprendere meglio quelle altrui.

Molti di noi ricorderanno la scritta che mostrò Haile dopo il traguardo a Berlino nel 2008, il giorno in cui stabilì il record del mondo sulla maratona: 2.03.59. Quello era il giorno buono. Con la stessa dignità del campione, domenica scorsa, ha gettato la spugna dicendo ‘I think this is the day’.

Quando un eroe del suo calibro esce dalla scena, lascia un vuoto. Nello stesso tempo, vorremo che nessuno lo riempisse. In questo mondo è difficile accettarlo, gli sponsor, i diritti tv, i loghi loro non lo vorrebbero mai. La dura legge del marketing deve spingere un uomo-prodotto fino oltre la linea del tramonto, e li, affondarlo ben oltre le sue condizioni fisiche. La fermezza di un uomo si misura qui.
Hai accettato di ritirarti al 25 km?, accetta di non andare oltre, rifiuta le pressioni, prendi ciò che il tuo lavoro ti ha dato e lasciaci il sogno e le immagini di ciò che hai fatto. I loghi, i colori, i marchi, quello sono cose per noi umani, tu caro Haile non ti confondere più con noi.

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