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Correre, uno sport popolare

Quello nella foto sono io. Era il 1978 e, stimolato da mio padre, facevo le prime esperienze nel mondo dell’atletica leggera. Continuai poi, gli anni avvenire, fino a praticare lo sport a livello agonistico con qualche risultato nel mezzofondo su pista.
È stata un’esperienza molto formativa, che mi ha occupato in una fase fondamentale per la crescita e la formazione dell’individuo adulto.
Oggi, cerco di far rivivere a mia figlia (Elisa, 8 anni) quelle stesse esperienze, portandola con me, come faceva mio padre, alle gare e a frequentare il campo.
Ma oggi, qualcosa è cambiato.

Mentre scrivo, mi torna in mente una frase che diceva mio padre e che, per qualche sconosciuto motivo, è rimasta impressa nella mia memoria.
La frase era più o meno questa: “la corsa è uno sport per tutti. Bastano un paio di scarpe, e forse neanche quelle, per praticarla. La corsa è uno sport popolare”.
A mia figlia l’atletica non piace. La capisco, è uno sport duro, faticoso, non c’è nessuna musica in sottofondo per conciliare ed alleggerire la fatica.
L’assurdo regolamento FIDAL, che vieta l’utilizzo delle cuffie in gara, è soltanto l’ultimo messaggio di limitazione alla libertà di correre che viene inviato.
Domenica mattina, dopo aver fatto un lungo, mi accingevo a fare la doccia presso lo stadio della farnesina. All’entrata il guardiano, dopo avermi chiesto il tesserino FIDAL, mi domandava se ero venuto per fare la doccia. Certo che sono venuto per fare la doccia, vorrei vedere te, dopo 1 ora e mezza di corsa, se ti fai la doccia! Il guardiano, proclamatosi direttore del campo, mi informava del fatto che, senza aver effettuato l’allenamento all’interno del campo, non potevo fare la doccia.
Ho dovuto fare forza a tutto il mio senso di civiltà, per non mettergli le mani addosso. Ma cosa significa? C’è un regolamento FIDAL che prevede questo? Il guardiano/direttore dice di si, ma non è stato in grado di mostrarlo.
Vorrei chiedere alla FIDAL se si rende conto che l’atletica, in Italia, è uno sport che stà morendo anche grazie (soprattutto grazie) a regole idiote che non fanno altro che limitare la libertà di chi corre. Invece di stimolarci, di aiutarci a far vivere questo sport. A quale scopo?
Dal primo maggio, per entrare allo stadio delle aquile (Acquacetosa) bisogna pagare 50 euro annui. Una gabella da versare, non si sa bene a quale titolo, visto che i servizi erogati (scarsi) sono sempre gli stessi. Non paghiamo già il tesseramento FIDAL e le tasse comunali?
La corsa ERA uno sport popolare.

Commenti

avatar angelo mele
0
 
 
Caro Stefano,
c'è da ammirare le persone come te che hanno ancora la voglia di indignarsi!
Scusami ma io ho rinunciato anche a questo sacrosanto diritto: in questo paesuncolo non vi è più nulla per il quale vale la pena di affannarsi!
Mi fermo qui, non vorrei continuare con il mio pessimismo!
ciao e buone corse comunque
PS in ogni caso i personaggi messi dal sig petrucci alla Farnesina sono da vera commedia all'italiana: ti assicuro che con gente come loro non vale nemmeno la pena di sporcarsi le mani. Invece faccio a te la mia solita domanda : a quanto ammonta l'appanaggio annuo del petrucci e quanto ci vorrebbe per risistemare gli spogliatoi della Farnesina?
Buona corsa
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avatar stefano
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infatti non ho voglia di indignarmi.
visto che alla FIDAL si mangiano i soldi dei tesserati, perchè non ci iscriviamo ad altro ente di promozione sportiva, tipo AICS?
Se cominciassimo a farlo in tanti.........
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avatar marcello
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Stefano mi trovi d'accordo su tutta la linea.
Ne abbiamo parlato lungo le nostre faticaccie insieme..ci siamo visti rifiutare insieme l'ingresso allo Stadio delle Aquile, sarebbe stato il mio secondo ingresso in tutta la mia "carriera" di Runner...e ci stavo prendendo gusto!
Sarebbe stato davvero troppo avvisare o quanto meno mettere un cartello?...sarebbe stato davvero troppo l'averci potuto dire: "Questa volta entrate ma sappiate che dalla prossima sarà necessaria un'iscrizione?"...."Scusate, ma è una decisione della FIDAL .!"
Si tratta di strutture pubbliche, le stesse per esempio che il Coni mette a disposizione ogni domenica (leggasi per esempio Stadio Olimpico) per farle distruggere da quei "pochi" teppisti che riempiono uno stadio di calcio...
Sicuramente senza i nostri 50 euro per entrare allo stadio delle Aquile lo Stato va in deficit mica come il costo di quelle migliaia di poliziotti che ogni domenica tutelano che 4 scemi teppisti non si facciano male prendendosi ad accettate?
Ma il calcio è il calcio..si dirà.....interessi economici...dietro queste parole si giustificano le più grandi schifezze.......
Forse è proprio quello che fa paura....per correre bene non serve spendere miliardi...facciamo girare "presumibilmente" pochi soldi...non siamo una macchina che crea redditi faraonici è uno sport romantico, dove per chiudere una 10km, una mezza e figuriamoci una maratona si deve faticare e tanto tutti i giorni, dove con 100 euro di scarpe siamo tutti sulla stessa linea di partenza, dove chi organizza, gestisce e porta atleti in gara lo fa quasi sempre su base volontaria ed il più delle volte ci rimette pure...giochiamo pulito e corriamo per il nostro piacere, molte volte le gare hanno finalità solidali e quasi sicuramente mai di lucro..
Siamo brava gente e persone dall'animo semplice e forse oggi l'essere persone semplici, ma che possono incazzarsi, non fa paura come una volta...
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avatar Peppe
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Sul fatto di tesserarsi AICS piuttosto che UISP ci abbiamo riflettuto parecchio.
Potrebbe essere una soluzione, bisogna valutare le conseguenze del gesto. Questi sono capaci di inventarsi chissà quale strano meccanismo pur di tutelare i loro interessi, tipo: se partecipi ad una gara Fidal e sei "tesserato per un ente di promozione sportiva" hai diritto a 5 manganellate in testa e cinque calci nel culo, sempre se ti prendono.
Comunque io sono profondamente ottimista !!!!!!!
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