Siamo atterrati in un piccolo aeroporto nella provincia di Stoccolma, cosi piccolo da avere una sola pista. La temperatura era bassa, la metà di quella lasciata a casa.
Con il pullman verso la città tutto era verde, alberi a perdita d’occhio, campi coltivati e case rosse con finestre bianche: la Svezia.
Un posto in cui ogni cosa è come te la immagini, donne belle come il sole, fredde come il loro vento. Ordine, pulizia, rispetto, e senso civico.
E’ inutile dire sempre le stesse cose, basti pensare che hanno il doppio bottone sull’autobus: rosso sali e scendi con tempi  normali; blu anziani e persone con bambini che hanno bisogno di più tempo per poter scendere.
Ormai come dice Simon sono irraggiungibili... 
Quattro giorni a Stoccolma per la mezza maratona della città.
Sabato 6 Settembre, ho corso sotto un diluvio, con 12 gradi, ma è stata una prova per me perfetta, media 4 e 52 a chilometro.
Ho trascorso gli ultimi 2 mesi correndo al meglio, mi sono allenato come poche volte ho fatto in passato.
La gara era semplice senza incertezze, ottimo percorso, l’ideale per un buon tempo.
L'obbiettivo era stare sotto un'ora e 45 minuti e ci sono riuscito, il mio miglior tempo sulla distanza: 1 ora 44 minuti e 3 secondi, nonostante Venerdì notte, con i ragazzi siamo stati in giro fino alle 3 di mattina !
La partenza una delle peggiori di sempre, pioveva tantissimo un cielo livido di nuvole, eravamo in attesa su un lungo mare dell’isola di Gamla Stam, sotto il palazzo reale. Abbigliamento ridotto al minimo per evitare il peso dei vestiti bagnati.
L’unica cosa a consolarmi è stato il colpo dello start, ormai il freddo mi aveva ridotto il morale al minimo, l’acqua era ovunque, le ginocchia che tremavano e per non sentire i piedi zuppi corro, corro veloce, mi pianto a 4,50 a km e da li non schiodo più.
Passo il 10° km a 50 mm, sapevo che potevo fare meglio, mi affianco a Paolo un medico romano, con cui parlando misuro la fatica, non mi posso lamentare, mi sto divertendo, cosciente che la giornata è mia.
Il tempo mi aspettava in fondo alla gara, lo dovevo solo andare a prendere.
Superata la metà della gara il mio corpo era ad una temperatura ideale, non sentivo più il freddo, e il diluvio ormai una pioggerellina che non dava più fastidio.
Arrivato al 17° km un piccolo parco di quartiere mi distrae dalla strada in salita, spingo ancora sulle gambe, ma il passo non cambia, costante, cosciente del fatto che era il mio status.
Intorno a me non cedeva nessuno, tutti spingevano con decisione facendo da traino alla mia testa.
Al 19° km incontro i ragazzi, mi incitano, gridando e correndomi dietro, mi salutano e li affondo, spingo sul pedale e in 4 minuti e 35 secondi chiudo il 20° km, sono all’ultimo, sento già gli altoparlanti della zona di arrivo.
Ancora un giro e vedo la finish line, il crono è dove non è mai stato prima.
Ci sono alzo le braccia e sorrido.
Sabato è stata una bella giornata.
Ho fatto il mio dovere
Grazie Stockholm,

Grazie Ragazzi  !

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