La maratona dei due Masters
“…Allora Ruggero quale sarà la prossima gara?...”
Chiede Carlo al collega con tono di sufficienza, un po’ per noia, un po’ per non rompere l’equilibrio che regna nel loro rapporto. Ruggero è logorroico nel parlare di corse, perde il suo consueto aplomb e si trasforma in un oratore impermeabile a qualsiasi contraddizione sull’argomento.
Nell’ufficio dove lavorano Ruggero e Carlo e’ cosi che vanno le cose. Impiegati in un’azienda che si occupa di sicurezza informatica per un gruppo bancario internazionale.
Ruggero è il maratoneta del gruppo e non perde mai occasione per aggiornare i suoi colleghi sulle gare fatte, i chilometri, le fatiche, gli acciacchi della sua inarrestabile attività podistica.
Tutto ciò a Carlo non è mai andato giù, l’attività fisica in generale è da sempre un terreno di scontro. I due non si trovano, mondi troppo distanti.
Ruggero da qualche giorno ha preso un lavoro extra: dovrà rifare il sito della Maratona di Roma edizione 2010. Un buon contratto da chiudere in 2 mesi.
“Carlo che ne dici del nuovo sito? Hai guardato la vecchia versione?”
Chiede Ruggero con un’aria tra la sfida e l’entusiasmo per il nuovo progetto.
“Non lo so Ruggero, le cose che vorrebbero i committenti sono fuori mercato, troppo pesanti e poi scusa se te lo dico, tu non hai mai lavorato su quegli applicativi”
“ Che vorresti affermare che rischio il flop?” Risponde sorpreso Ruggero.
“ No, credo solo che rischi di non garantire la sicurezza necessaria, è un sito che gestisce molti dati in un intervallo limitato, se non stai attento basta poco per bloccare tutto”.
Carlo è un esperto di reti e programmazione, è un hacker, ha 30 anni, metà dei quali passati davanti ad un monitor.
Il mondo di Carlo ha due facce, di giorno in ufficio, la sera in rete, nella dark-room chiamata Kristiania. Creata da un gruppo di hackers Danesi, in cui entri solo se ne sei in grado. L’accesso è a steps, fatto di programmi che si autorigenerano in base alle capacità della persona, se sei scaltro nel leggerli e trovarne le chiavi, i programmi ti aiutano, ma al primo errore creano un muro di cinta insormontabile. Con i danesi, Carlo ha fatto sempre ottimi lavori, mai nessuna frode ovviamente, ma solo letture di dati altrui. Per Carlo, in Italia, non c’è un sito protetto che lui non abbia aperto, scaricato, letto e a volte migliorato all’insaputa dei suoi creatori.
Il mondo di Ruggero è a doppio senso, come le strade che percorre ogni giorno nei suoi interminabili allenamenti. Da una parte la vita sui computer, la laurea in ingegneria e un posto fisso di lavoro. Dall’altra la passione per le ultramaratone, il sogno di un posto in nazionale mai arrivato e quel risultato maledetto, tanto amato e odiato ma mai migliorato: Ruggero Castro 2 ore e 20 minuti alla Maratona di Roma nel 2001.
Ormai a 40 anni suonati ha raggiunto molti traguardi e con passione si dedica alla preparazione dei reparti giovanili delle squadre d’atletica romane.
“Carlo che vorresti dire? Che qualcuno da fuori potrebbe bloccare tutto?
Lo sai che sono anni che lavoro su questi programmi d’accesso e sicurezza dati.”.
“Si è vero, ma sei rimasto indietro” ribatte Carlo.
“Ormai usi sempre gli stessi programmi che sono stati craccati nei modi più diversi”.
Carlo ha accettato quella che nella sua testa sembra essere diventata una sfida, sa già dove arriverà. Il percorso è davanti a se, la maratona a due è iniziata.
Ruggero sulla start line ha con se un atteggiamento difensivo e molta esperienza.
Carlo innovazione e spregiudicatezza.
Ruggero è entusiasta, l’apertura del sito con un nuovo host ha le pingature più veloci del mercato, risposte in millisecondi anche dai providers notoriamente più lenti. Un sito perfetto, sponsor contenti per i ritorni d’immagine.
Mancano 30 giorni alla Maratona di Roma, quella vera, la registrazione atleti è ormai a regime, si prevede un’edizione stellare, top runners di primo ordine, percorso veloce, sponsor con le tasche larghe. Il tutto per commemorare al meglio i 50 anni dall’impresa di Abebe Bikila.
Carlo dopo una giornata in ufficio fatta di dati e files criptati si rilassa entrando nel suo mondo parallelo.
Dark Room 5, in linea con Kasimiro:
“Ciao Kasi come stai?”
“Hi Charles, what's up in your life?”
Risponde l’hacker danese.
“Kasi devo riuscire a chiudere un progetto prima del 21 marzo”
Carlo spiega al suo amico cosa deve fare e perché, Kasimiro è sempre stato un buon orecchio, non sì non mai vai visti di persona, ma c’è da sempre un buon feeling.
Il lavoro è considerato di difficoltà 7 su una scala fino a 9. Non che da solo non è in grado, ma la richiesta di aiuto ha il solo scopo di ottimizzare i tempi.
Negli ultimi giorni Carlo ha studiato la struttura del lavoro di Ruggero, si è creato un alias da administator invisibile, ma per i margini di sicurezza imposti al sito dal suo collega, non può fare nulla se non stare a guardare. Il problema sta qui, a lui serve un programma di salvataggio in grado di non lasciare tracce, e i danesi sanno dove prenderlo.
Si sente in colpa per quello che sta facendo, ha sempre avuto il massimo rispetto per il lavoro altrui.
Ma adesso è diverso, è una gara, una sfida tra due modi diversi di vivere.
Ruggero ha finito i lavori sui mille, fatta la doccia ed è già a lavoro con la testa. Tutto dovrà girare alla perfezione: registrazione, emissione pettorali, accrediti, contabilità, fino alla rete del Marathon Expò. Il risultato di quanto ha fatto è incredibile, l’organizzazione gli ha assicurato un posto nell’olimpo dei Runners, sarà nella prima gabbia, pettorale numero 10. Un piccolo sogno che si avvera.
Carlo in meno di tre settimane ha chiuso. E’ stata dura, ma questa volta ha fatto un ottimo lavoro, senza lasciare tracce senza rovinare il lavoro di Ruggero. Grazie al suo amico danese ha inserito, nel sito di Ruggero, un programma tedesco, si chiama Bademaister, un bagnino che ti salva da errori e programmi di identificazione, ma fa ciò che vuoi tu si siti con alti margini di sicurezza.
Essere un top runner, anche se solo per un giorno, ha i suoi privilegi. Ruggero non ha mai avuto l’onore di essere portato nella prima griglia con l’auto dell’organizzazione. Sentire l’aria dei campioni poco prima dello start, percepire la tensione, sentire gli occhi del mondo del podismo su di se.
Riceverà il pettorale la mattina stessa della gara in una cerimonia nuova per Roma, che prevede anche l’annullamento del pettorale numero undici in onore di Abebe Bikila.
La mattina del 21 marzo 2010 è come solo Roma sa farti vedere. Dal palco montato in zona partenza può vedere tutti, accanto a lui i migliori atleti Marocchini e Keniani del mondo.
Ecco tocca a me non sono mai stato cosi teso, pensa Ruggero nella attesa che lo speaker lo chiami.
“Amici oggi ho il piacere di presentare un atleta che ha dato tanto all’atletica italiana, lo ringraziamo assegnando il pettorale numero 10 a Ruggero Castro.”.
Ruggero è senza fiato, trepida e soffre, attende e in cuor suo è comparso bug…vede dei movimenti veloci in regia web dell’organizzazione, il pettorale non arriva sul palco.
“Passiamo a presentare il resto degli atleti”
Dice lo speaker, invitando Ruggero a scendere del palco.
In pochi secondi il volto di Ruggero è senza più colore, è finito in un angolo con un foglio in mano passatogli da un assistente. Per un motivo che non riesce a elaborare il suo pettorale non è stato emesso dal sistema.
Ruggero non è iscritto alla Maratona di Roma.
Il pettorale della sua carriere non esiste e non lo avrà mai più!
Carlo è al mare, un tiepido sole di primavera lo ha fatto uscire dalle sue “camere oscure”, dopo una notte intera di controlli e password ricreate, il lavoro non ha lasciato tracce, pulito, nessuno mai potrà capire cosa è successo. C’è solo un piccolo neo voluto da lui e dagli amici hacker tedeschi: il programma Bademaister è stato rinominato Castro10.1.























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