Lo chiameremo Abebe?
“Paolo dove sei? Paolooooo ci siamo, chiama tua madre e dille di venire subito qui."
"Si ok chiamo le bambine sono in camera loro, la borsa è pronta all’ingresso vero? come ti senti?"
"Come sempre, ma questa volta è tutto più veloce, siamo a 7 giorni dal termine previsto e l’ultimo monitoraggio di ieri non dava segni di sofferenza o altro."
"Flavia Irene, Sara.. venite qui un momento, mamma e papà devono andare in ospedale il fratellino sta per nascere, voi starete con nonna Carla”
La macchina è già in strada, sono 3 giorni che non la parcheggio nel box per non perder tempo, è domenica mattina e spero di arrivare al San Giacomo in un lampo. Oggi è il primo giorno di primavera e sta per nascere il maschio di casa. La strada per arrivare in ospedale la conosco a memoria, per la nascita delle bambine è stato tutto facile, ogni volta una passeggiata, senza correre come oggi. Speriamo bene: Nomentana, Quirinale, IV Novembre, piazza Venezia, via del Corso.
"Amore andiamo è arrivata mia madre le bambine sono di là che ti aspettano"
"Si arrivo eccomi, ciao ragazze, Flavia mi raccomando tu sei la più grande e voi piccoline non litigate come al solito, mamma vi chiama subito, ciao nonna Carla ci sentiamo dopo”
“Paolo, per salire in macchina è peggio di ieri, questo piccoletto ha proprio fretta di uscire. Dove passi ? fai la solita strada ?"
"Si si non temere vedrai che arriviamo subito..."
“Si ma vai piano non ho intenzione di partorire in macchina o mio dio non ce la faccio più, che dolore, più respiro ed è peggio”
“Dai siamo già alla fine di via del Quirinale, ancora un semaforo e poi filiamo diritti fino all’ospedale, se l’autobus ci fa passare… ”
“Amore ma che giorno è oggi ? “
“Oggi è il 21, il 21 di marzo”
“E cosa c’è scritto sul retro del bus?”
Start Your Dreams
La Maratona Della Città di Roma
21 marzo 2010
Abebe Bikila
Olimpiadi di Roma 1960
A 50 anni della leggenda di un trionfo
“Noooo la maratona di Roma, sarà un casino per arrivare in ospedale. Non passare di qua, sarà tutto bloccato gira, gira e vai dietro all’autobus”
“ma no l’autobus fa un giro diverso, dove passo adesso ? siamo sulla via più breve, se torno indietro ci mettiamo una vita..”
“Paolo sbrigati ti prego”
“No è tutto bloccato in via IV Novembre e a piazza Venezia non si passa”
“Fermati amore ti prego fermati o vai via da questi san pietrini, peggiorano le cose e basta”
“Ok ok mi fermo aspetta che chiedo aiuto a quei tipi vestiti di giallo…”
“Scusi devo passare assolutamente devo raggiungere il San Giacomo mia moglie sta per partorire”
“Ma da qui non passa siamo al 39 km della gara e via del corso è chiusa. Aspetti che faccio venire l’ambulanza da piazza Venezia”
“Amore non ci fanno passare, ma sta arrivando l’ambulanza”
“Paolo ti prego sbrigati il parto è aperto sento la testa del piccolo non ce la faccio più fammi scendere “
“Ma dove vai ? aspetta stanno arrivando i paramedici”
“Signora come si sente?
“Presto, fate presto è il mio parto 3° parto naturale e il piccolo è fuori con la testa”
“Signora la porteremo sull’ambulanza ma non crediamo di poter arrivare fino all’ospedale, il parto è completamente aperto”
“Io che faccio posso salire?”
“No meglio di no aspetti qui fuori sarebbe solo d’intralcio abbiamo poco spazio”
“Amore sono qui fuori non ti lascio sola”
Un mare di gente e io non so più che fare. Tutti che corrono compreso mio figlio, l’unica strada veloce che potevo fare è stata la peggiore che potevo scegliere. Mille passi sul selciato e un neonato che piange, mi affaccio al finestrino dell'ambulanza, Elisa che sorride con nostro figlio tra le braccia.
Poggiato sull’ambulanza sorrido e piango di gioia, è primavera a Roma e il mio bambino ha già vinto la sua prima maratona.























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