Tornare bambini in mezzo ai boschi
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04 Dicembre 2011

Fango, pozze, foglie, rami, corri e non ti fermi, respiri forte gli odori, tutti quelli che i tuoi polmoni possono contenere. Li fai lavorare per il piacere di vivere la natura che ti circonda. 21 km di Trail, a cavallo di due laghi. E' stato faticoso, è stato soddisfacente, con il mio passo, da solo, con la voglia di arrivare, ma anche la sensazione di non volerlo finire, di farlo durare tutto il tempo che ti piace, il tempo di stare con le mani nella terra, il tempo di tornare indietro a quando correre era solo questo. Una gara di trail ti sazia, ti colma di emozioni. Ho faticato, dal secondo ristoro in poi, 15 km, mi sono chiuso, ho solo sentito il passo e le asperità del fondo.
Le mie vecchie Salomon hanno fatto il loro dovere. Il fango era ovunque, correre nelle pozzanghere, entrarci dentro senza timore, tornare bambini, non sentire più il freddo e i piedi zuppi, ridere della terra bagnata sul viso, aiutare i ragazzi che erano sul percorso, sentirsi spronato sul finale. Il mio secondo trail, diverso da quello sui monti della Meta, con meno aspettative, più concretezza, meno dubbi. Sapevo cosa mi attendeva, ero cosciente che oggi sarebbe stata una giornata anche dolorosa. Daniele Silvioli ha ragione, il trail è un mondo a parte, ma non è un mondo chiuso, è pronto a ricevere tutti, un universo che vive in sintonia con la terra, con i suoi colori, i suoi spazi dove noi dobbiamo solo correre, solo correre liberi. Il Trail dei due laghi, una gara sincera, schietta come una pinta di birra all'arrivo!





















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