Marco Olmo la leggenda vivente della corsa estrema
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18 Novembre 2011

Marco Olmo è la dimostrazione di come una passione viscerale viene vissuta sulla voglia di rivalsa verso una vita dura e avara di soddisfazioni. Cerca la corsa come riscatto alle tante fatiche della sua vita, si definisce un vinto, un nato povero che corre per rifarsi, per vendetta, per essere il migliore. Inizia a fare sul serio sui 40 anni, ad una età dove i più forti hanno smesso di correre già da un pezzo. Ma corre, si allena da solo sulle sue montagne in quel di Robilante,nel Cunese, lui schivo e riservato, come un buon piemontese sa essere, riesce a ritrovare se stesso nei silenzi delle sue montagne, e ancor più nei deserti di cui apprezza l’immensità del nulla. Colleziona vittorie su tutti i tipi di terreno,in qualunque parte del mondo, dimostrando doti di resistenza e forza inaspettate dietro a quel corpo scavato e asciutto, unita ad una forza mentale di prim’ordine. La perfetta capacità di gestirsi lo porta spesso a vincere non solo con spettacolari rimonte ma anche sapendo aspettare il crollo dell’avversario.
E’ un passista, scaltro e meticoloso, metodico e convinto delle sue idee, vegetariano per scelta, adatta il materiale tecnico alle sue esigenze di gara, non ha allenatori, preparatori o dietologi. Non ha tabelle d’allenamento, non segue programmi eppure tiene testa a campioni più giovani di 30 anni. Con il suo passo leggero, curvo sulle sue gambe, divora la sabbia dei deserti con la stessa facilità dei sentieri alpini.Trionfatore al giro del Monte Bianco l’anno successivo si ripresenta in una edizione stellare con al via i più forti specialisti, compresi i fortissimi americani alla loro prima esperienza sul massiccio d’Europa. Trionferà su tutti relegando il primo statunitense ad oltre 4 ore di distacco. Vince e rivince cinque volte al Cro-Magnon e ha dominato con la stessa naturalezza ben tre volte nella Desert Cup, in Giordania, conquistandosi sul campo il rispetto e l’ammirazione sconfinata di tutti i più forti interpreti della specialità. Marco Olmo, all’avvicinarsi dei sessant’anni dà il meglio di sè, dimostrando a tutti che nelle lunghe distanze l’età e l’esuberanza fisica non sono requisiti primari per vincere e comunque non sufficienti se non si dispone di una forte motivazione interiore, questo i suoi avversari lo hanno capito.
Un uomo di altri tempi, capace di reinventarsi e motivarsi anno dopo anno, alla ricerca di un santo Graal interiore, di una fiamma che possa ridargli, ancora una volta, ancora per una gara, l’emozione di arrivare primo, come riscatto verso una vita troppo avara nei suoi confronti: Marco Olmo, l’ultimo dei grandi.





















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Complimenti ancora Marco