Torino va corsa almeno una volta
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14 Novembre 2011

Alla fine di gara salutando Marco Ronco dell’organizzazione gli ho detto “comincia a diventare una maratona con la M maiuscola, complimenti”. Di questo sono convinto, si respirava un’aria diversa, quella delle grandi manifestazioni, era un aria che veniva dal basso, dalla gente comune, dai partecipanti da tutte le persone coinvolte nelle loro specificità alla realizzazione di un progetto. Fare oltre 3000 arrivati, non è facile ma è comunque il segno che chi ha lavorato alla promozione dell’evento ha svolto il suo lavoro più che egregiamente meritando il massimo dei voti. Molto migliorato il ristoro finale che lo scorso anno era stato un po’ caotico e migliorato l’expo con qualche stand in più. Però a mio modesto parere mancano ancora alcuni dettagli per renderla veramente grande.
Ne cito uno solo i ristori, abbondanti e con ogni bene ma sistemati su un solo lato della strada, abbiamo avuto dei problemi soprattutto nei primi, servono su ambo i lati della strada. Torino è una città poco reclamizzata ma molto bella basta, come abbiamo fatto noi, portarsi il sole appresso, i suoi porticati sono fantastici i suoi negozi di cioccolatini altrettanto.
La gara ormai si svolge su un percorso consolidato, lineare, con una sola difficoltà, la salita che c’è qualche chilometro dopo il passaggio alla mezza maratona. Quest’anno tanta gente festante lungo il percorso soprattutto nell’attraversamento dei paesini coinvolti, tanta lungo il “lunghissimo” viale Roma che dal 30 Km porta al traguardo. La nostra è stata una trasferta da pacer, il più fortunato è stato sicuramente Alfredo pacer in dolce compagnia ( non sempre correre veloce è un bene) tutti coinvolti da Mauro in questa splendida avventura. La maratona di Torino vale la pena di essere corsa almeno una volta, è un esperienza che va vissuta e credo che sia anche una gara per fare il personale chissà, forse il prossimo anno ci proveremo.





















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