"Emozionarsi all’arrivo come se fosse la prima volta"

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Siamo nella settimana della Maratona più bella, perché è così che tutti la riconosco, NY è la gara da correre almeno una volta. Noi nel 2009 abbiamo vissuto un piccolo grande sogno ad occhi aperti. Oggi con Beppe ci siamo scambiati alcune considerazioni a margine di quei giorni di euforia e sport da cui sono scaturite idee e impegni per le prossime tappe.

Marco: Certo Beppe però che bella che è stata NY nel 2009 ...quando cavolo la rifacciamo così?

Beppe: C’erano tutte le componenti che fanno di un evento un successo. Partecipava gente che chi più chi meno ha girato il mondo, gente abituata a girovagare per l’Italia catapultata in un mondo fantastico. C’era l’eccitazione di andare a fare la “MARATONA” per eccellenza, c’erano mogli figli e amici. Grande è stata la nostra voglia di crescere come squadra, di uscire dalle solite garette domenicali. Li abbiamo afferrati per mano e portati lontano come bambini. Questo non perché siano bambini o non siano capaci di fare le cose, serviva semplicemente qualcuno che tramutasse il sogno in realtà e questo secondo me è stato il nostro grande merito. Credere che si potesse andare a NY a correre la maratona. Poi come tutte le cose magiche svaniscono e diventa difficile organizzarne altre. Alla fine, NY 2009, è il termine di paragone per tutte le trasferte e questo è sbagliato. Per me anche Dublino, l’atmosfera era elettrizzante e anche ad Amsterdam, basta lasciare a casa i ricordi e vivere del presente di quello che ti accade oggi. La bella Lisa ha detto una cosa giusta  “emozionarsi all’arrivo come se fosse la prima volta” ecco questo dovrebbe essere lo spirito sia che ti trovi a NY, Boston, Dublino o Amsterdam a me è successo. Io credo che anche se torneremo a NYCM non ritroveremo la magia del 2009, però è un dubbio che prima o poi dobbiamo toglierci.

pettorali

Marco: NY è stato un momento intenso per molti, ma non il momento, per me ad esempio Dublino è stato ugualmente importante per altri fattori. NY è andato di là dei gesti atletici,  anche se c'è stato chi come Piazza, Petrucci si sono giocati la performance alla grande. Poi c'è stata la macchina organizzativa, un vero schiacciasassi non ci siamo fermati davanti a nulla. Quando una cosa la vuoi, la fai e al meglio. Ce ne saranno altre e ci saranno tante gare in casa nostra da vivere come gruppo. Il più bel ricordo di NY per me resta l’attesa dello start con i ragazzi a Staten Island, credo che non ho mai riso tanto. Con Alfredo, Gianluca, Bomba, Luciano e Calogero…c’è una foto che testimonia quel momento, euforia, felicità, sorpresa, l’incredulità che tutto stava avvenendo in quel momento. Rimane una sorta di fame, un languore che ti fa tornare in strada, gestire un sito web, smazzarti per 6 giorni a settimana per far correre 20/30 campioni come noi, mettere un pettorale che sia del Collatino o della madre di tutte le gare. Il nostro è uno sport bellissimo, ti toglie tanto ma sa essere generoso come pochi altri. E’ stato un onore poter correre con voi nelle vie della grande mela, ci saranno altri Maracanà, dietro la curva, restiamo attaccati e li vivremo insieme, emozionandoci  all’arrivo come se fosse la prima volta.

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