Roma e i nostri passi di domani
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21 Ottobre 2011
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Dopo una giornata come ieri è facile trarre alcune conclusioni. Due ore di acqua hanno bloccato la vita di tante persone, creando disagi, mettendo in pericolo la vita dei cittadini, buttando al cesso milioni di euro. Roma è una città che da anni vive in un equilibrio instabile, basta un evento imprevisto che la macchina organizzativa si blocca, come le migliaia d’inermi cittadini rimasti ostaggio delle strade della capitale. I nostri compagni di squadra sono tornati entusiasti dalla gara olandese. Abbiamo letto i loro racconti, parole di giubilo per la città di Amsterdam: civile, pulita, ordinata e organizzata intorno alla sua gente.
Sono stanco di perdere ogni forma di confronto, basta mettere il naso fuori dai nostri confini per non sentire più la puzza, vedere nuove strade e vivere in simbiosi con le città, senza subirle. Io so che non siamo secondi a nessuno, la nostra storia e cultura sono i capisaldi, il nostro DNA. Correre nel mondo, per noi, è portare ciò che siamo per le vie delle città straniere. Sappiamo apprezzare il bello e la vita perché noi siamo il frutto di un patrimonio di conoscenze universale. Vivere in una città come Roma è aver assorbito la sua stessa natura: culturale, multietnica, secolare, sbruffona e civile. La metropoli che insegna e sbaglia, corregge il tiro e guarda avanti. Perdiamo la rotta a volte, facciamo errori, ma non abbandoniamo mai il rispetto per le nostre radici, i nostri valori. Nel profondo del cuore ne siamo coscienti, correndo le mille maratone di tutti i giorni lo mettiamo solo in disparte, basta fermarsi ogni tanto e ricordarsi da dove veniamo...e dove vogliamo andare domani.
Beppe oggi ha ricevuto questo bel regalo dall’organizzazione della Maratona di Amsterdam…cliccate su PLAY e guardate che bello.





















Commenti
Ad Amsterdam sono stato bene come in tanti altri posti: forse perchè ho rispettato per primo?
Tutto ciò dovremmo scriverlo o dirlo a chi non la pensa così, ma noi ai piedi portiamo scarpe da podisti non sandali.
ciao a tutti stefano