”papà dai corri più veloce, più veloce che puoi….”

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L'Americana a Roma è una gara fuori dagli schemi ordinari dell'atletica, ed essa stessa ne ha creato uno ben preciso. Rigide regole ne gestiscono lo svolgimento, gli atleti non possono che sottostarvi e, ovviamente, divertirsi. Il luogo in cui si svolge è una delle piazze storiche del 900 romano, Piazza San Giovanni Bosco, progettata in base allo stile Littorio da Gaetano Rapisardi. Un catino perfetto per una festa di piazza, una corsa, una celebrazione dello sport italiano. Max Monteforte ogni anno mette sul percorso i migliori atleti del momento, uomini e donne, campioni su pista e strada. Tanti appassionati a seguire le diverse gare che colorano la piazza, l’accendendo di vita e divertimento.  L'organizzazione ha gestito al meglio le tante attività a margine delle competizioni di amatori e top runner. I primi a scendere in pista sono stati i bambini con le corse sui 50 metri, divise per le diverse fasce di età. Foto, grida, tanto divertimento per i futuri atleti romani, per tutti una bella medaglia ricordo. Al centro della piazza, la logistica ha previsto ogni servizio utile a chi correva e a chi voleva solo divertirsi. Gonfiabili per i più piccoli, una mostra di Vespe storiche, un mini campo di hockey per i ragazzi, pista di mini moto, e tanti altri svaghi per i bambini accorsi per divertirsi e divertire.

Per la prima volta all'americana a roma c'è stata una gara di biciclette, non bici comuni, ma le famose Brompton bikes, una city bike pieghevole e trasportabile, adatta per il trasporto urbano e per l'uso cittadino. Consente un uso combinato di diversi mezzi di trasporto: bici + treno, bici + bus, bici + traghetto, e così via.  Sulla maggior parte dei trasporti pubblici la bici pieghevole non paga mai il biglietto. Bisogna semplicemente avere l’accortezza di coprirla quando c’è tanta gente.
Alle 17.00 puntuale è partito il 5000 delle stelle, tanti amatori romani si sono sfidati sulla distanza dei 5km, i primi 2 a velocità controllata, dalla macchina dei giudici di gara, e negli altri 3km si è disputata la vera gara, con i primi che mano a mano doppiavano i più lenti scremando la gara fino all'ultimo giro. Con me in gara c'erano: Pompili, Paternesi, Marchesini, e Bombelli, gente forte che queste gare le vince nelle diverse manifestazioni della regione. E’ stato divertente, correre a 4.30 solo per riscaldarsi e girare gli ultimi 3000 sotto i 4 a km, non è stato solo uno spasso…tutt’altro. Correre con i nomi che contano a Roma, aspettare i primi che ti doppiano ma che non arrivano, allora ci credi, spingi più che puoi, anche se mia figlia Giulia non era contenta e dagli spalti si sentiva solo lei…”dai papà dai corri più veloce, più veloce che puoi….”
Ancora un giro, e il gruppo di testa non si vede, non si sente neppure la campana del servizio gara che chiama i doppiati al ritiro obbligatorio, restano due giri scarsi, il fiato è corto, le gambe che bruciano, hai dato il massimo, il meglio, il più bello che potevi dare.

Un momento di podismo diverso dal solito, tutti insieme scherzando e rispettandosi l'un l'altro, una gara dal sapore goliardico, ma dal livello tecnico altissimo, rispettato fino in fondo.

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