L'anzianità di servizio
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18 Agosto 2011

Si è tanto scritto, e tanto detto, della "giustizia sociale" del podismo. Cioè del fatto che il nostro mondo è popolato da atleti che svolgono le più svariate professioni: operai, casalinghe, impiegati, commercianti, liberi professionisti, artigiani, pensionati e che, quindi, non hanno alcuna importanza cose come l'aspetto fisico, il conto in banca, la cultura, l'idea politica o quant'altro. Stavolta, invece, vorrei soffermarmi su una "ingiustizia" che a volte emerge da questo nostro ambiente ed è quella del mancato rispetto della "anzianità di servizio". La stessa che in altri ambiti genera una naturale gerarchia e che non si comporta così nel nostro sport.
Espongo meglio il concetto con un esempio pratico. Prendiamo in esame il sottoscritto e l'amico Marcello, detto il keniano (al suo posto potrei prenderne tanti altri). Il primo dopo più di venti anni di presenza, quasi costante, nel mondo delle corse, ha ottenuto nelle tre distanze classiche di 10, 21 e 42 km i rispettivi primati: 44', 1:41' e 3:43'.
Il secondo dopo solo un anno ha ottenuto, nelle stesse tre distanze, questi primati: 40', 1:29' e 3:28' all'esordio in maratona (ora capirete il perchè del soprannome).
La mia, beninteso, nei confronti dell'amico (ed anche collega) Marcello, non è un'inutile invidia, ma semplicemente una constatazione: la militanza, chiamiamola pure "anzianità di servizio", alla fine non giova più di tanto, come, invece accade in tanti altri campi.
Per fortuna che la molla, che ci spinge a correre quasi tutti i giorni è quella dello stare e del sentirsi bene e che in ogni competizione si gareggia sostanzialmente solo contro se stessi, altrimenti questo nostro beneamato sport sarebbe di fatto elitario e non certo quel fenomeno di massa in continua e costante espansione.





















Commenti
Il democratico ciambellone del Traguardo è lì per tutti equidistante..
La sfida personale ed il confronto è con il crono, quello legato al nostro polso che induce a migliorarci solo con noi stessi e solo se lo vogliamo.
L'importante è la consapevolezza al di là di classifiche, cronometri e graduatorie che lo Sport e soprattutto il nostro ci fa bene..ci mantiene efficenti perchè il nostro benessere fisico duri più a lungo possibile e per ambire tutti ad una vetustissima "Anzianità di Servizio"!
A presto!