Trail, scendere a tutta velocità: i consigli pratici di uno di noi

Francois_Pierdet

Premetto che non sono un esperto e che quello che scrivo è solo frutto di mio pensiero e mia piccola esperienza …Prima di tutto bisogna rilassarsi e non pensare, come spesso si sente dire, che scendendo veloce si rischia di cadere, di provocarsi una storta… Aver paura significa respirare male, irrigidire le gambe e inoltre non divertirsi più: la tranquillità e la fiducia sono fondamentali ma naturalmente anche la concentrazione!  I primi metri della discesa vanno affrontati piano, prima per recuperare della salita appena terminata ma, soprattutto, per preparare il corpo e la testa. I muscoli delle cosce saranno sollecitati, in quanto devono servire da ammortizzatori: per questo motivo occorre piegare il corpo verso davanti (anche se nella discesa il corridore ha tendenza naturalmente a volersi mettere il corpo dritto e quindi verso l’indietro) perché in caso contrario ovvero con il busto dritto o indietro i muscoli delle cosce rimangono tesi e rigidi e i tendini/ginocchia soffrono di più.

Per lo stesso motivo è più facile cadere quando il corpo è sbilanciato vero dietro: l’angolo facilita la scivolata e la perdita di equilibrio. Naturalmente non bisogna esagerare perché con la velocità (e passi troppo lunghi) si potrebbe cadere in avanti: l’angolo va ricercato in funzione della pendenza ma il corpo deve essere, in parte, perpendicolare al terreno. Anche le braccia hanno un ruolo importante nell’equilibrio si devono tenere aperte e anche in questo caso verso davanti senza fare il movimento tipico della corsa (in quanto non c’è bisogno del loro ruolo propulsore) in modo tale da avere il centro di gravità più basso (appena sopra le ginocchia) e di utilizzarli come stabilizzatore. Quando si salta (per evitare un ostacolo o perché c’è un gradino) è consigliabile alzarle un po’ le spalle e braccia per mantenere l’equilibrio.

Durante la discesa non si può guardare molto il paesaggio soprattutto nei trail: bisogna essere concentrati sul sentiero guardando sempre davanti i piedi in modo tale da anticipare le difficoltà ed essere pronti a modificare il passo (più allungo, un salto, più corto …) per evitare gli ostacoli e movimenti bruschi. Il passo può essere lungo per aumentare la velocità nel caso in cui il sentiero è “pulito” ma in caso di sentieri con foglie, sassi è meglio, per essere più reattivo nei cambiamenti, fare passi piccoli e dinamici.

Nelle discese molto tecniche e ripide occorre favorire gli appoggi laterali sui lati del sentiero così come nelle curve che vanno prese dall’esterno per non dover rallentare troppo. Il piede deve toccare il suolo con tutta la pianta né sul tallone (choc sulla schiena) né sulla punta (problemi alla punta dei piedi)  La discesa deve essere anche un momento per riprendere fiato: respirare forte con la bocca aperta per fare grandi espirazioni anche per far scendere il ritmo cardiaco.  Consiglio tuttavia di non fare le discese a tutta velocità soprattutto se si sa che dopo arriva una salita perché consumano parecchia energia …

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