I bari nelle Maratone: parla il Presidente della Maratona di Roma Enrico Castrucci
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24 Maggio 2011

Buonasera Presidente, sembra che l'articolo sui podisti in gara senza pettorale abbia alzato un bel polverone, scoprendo aspetti sulle gare che tutti sapevano ma di cui poco si parlava. La scelta di Maratona di Roma di inserire le clausole, dove l’atleta che partecipa alla gara senza regolare iscrizione possa essere passibile di sanzioni penali previste per il reato di “furto” è stato un gesto forte e fuori dal coro.
Da dove è nata l'esigenza di essere così dettagliati nel regolamento sulla questione "bari in gara"?
Roma è un evento di portata internazionale, non può tollerare alcuni comportamenti. Il mancato rispetto dei regolamenti, in una maratona insignita della Gold Label dalla IAAF non è tollerabile. Vedere atleti correre lungo il percorso senza pettorale non succede in nessun paese evoluto. Così come podisti che arrivano a certe conclusioni personali, commenti e altre giustificazioni su comportamenti di questo genere. Sono rimasto sbigottito nel leggere frasi che arrivavano a tali giustificazioni. Il costo sociale di un podista non iscritto e partecipante è rilevante, è oltremodo errato credere che il gesto di un singolo non faccia la differenza. Il costo di un bicchiere d'acqua o il solo pensare ... "che fastidio vuoi che dia io da solo in mezzo a tanti"... Sono frasi che non si dovrebbero neanche pensare…
Era necessario essere così duri sull’argomento? Per chi vive lo sport, fa fatica a comprendere il reato di truffa, solo nell'ambito del doping è giusto parlarne, ma per un bicchiere d'acqua preso al banco del ristoro. Non crede che oltre ai regolamenti serva una cultura dello sport e del rispetto dell'avversario? E che forse chi ci prova in gara, ci prova anche nella vita?
Io vorrei che si facesse chiarezza sulla nostra posizione. Noi dell’organizzazione della Maratona di Roma siamo per la libertà nel rispettare le regole. La libertà è un concetto fondato su una serie di elementi accettati da tutti, di contro c'è il libero arbitrio: fare come vuoi all'interno di una democrazia fondata sulle libertà dei cittadini è libero arbitrio e la Maratona di Roma non lo può tollerare.
Nelle manifestazioni internazionali, gli italiani sono sempre i più numerosi, tutti paganti e tutti in regola. Avete avuto segnalazioni sullo stesso problema, da parte organizzatori di eventi europei o americani?
All’estero è comparso un cliché ma negativo purtroppo e ciò mi ha reso deluso e amareggiato: in una puntata del cartone animato i Simpson, il più seguito al mondo, c’era una maratona nella cittadina di Springfield, gli autori ci hanno raffigurato come i furbetti che tagliano il percorso per arrivare primi. Maratona di Roma all'estero sta recuperando, ma a fatica, un gap culturale enorme. Abbiamo un’eredità pesante da sopportare e il nuovo regolamento dell’edizione 2012 è un segnale di cambiamento.
Ma secondo lei a New York, Boston, Londra, ci sono atleti che corrono senza pettorale?
In ambito internazionale, nelle gare più importanti, nessuno si sognerebbe di scendere in strada e correre senza pettorale, saresti invitato a fermarti dai podisti stessi. In futuro chi correrà nelle manifestazioni sportive e alla Maratona di Roma, eviti di farsi accompagnare da altri amici senza pettorale. Sicuramente all'interno dei 15,000 atleti troverà qualcuno con il suo passo con cui correre tutta la gara, non dei pacers ma dei compagni ideali. Pensa che spesso abbiamo difficoltà nel poter spedire belle immagini della Maratona di Roma all'estero con immagini dove non ci sono atleti senza il pettorale: tutto ciò è assurdo!
A volte accade, quando c'è un regolamento da rispettare, che se sono io a violare la regola, il regolamento va interpretato, se lo fa un altro, va applicato alla lettera. Maratona di Roma, nei confronti di chi non sarà in regola sul percorso, come si comporterà il prossimo 18 marzo 2012?
Lungo il percorso della Maratona di Roma 2012 non ci saranno poliziotti, nessuno starà a controllare oltre quanto fatto fino all'edizione precedente. Il nostro è un obiettivo comportamentale al quale vogliamo arrivare sensibilizzando i nostri atleti, facendo capire che è sbagliato non rispettare le regole: è semplice ma tanto difficile da applicare per alcuni. Nessuno sarà mai bloccato lungo il percorso, magari invitato a uscire quello sì, in particolare a chi dovesse arrecare disturbo o danni ai podisti regolarmente iscritti, noi dell’organizzazione ci faremo carico di usare tutti i mezzi legali a disposizione per difendere chi ha pagato per partecipare al nostro evento.
Quale esempio può dare il singolo o le tante squadre romane?
Purtroppo mi risulta che anche alcuni presidenti di gruppi sportivi, senza pettorale, hanno accompagnato atleti iscritti della loro società. Noi vorremmo che loro si facessero testimoni di una corretta pratica sportiva in virtù di un regolamento da rispettare. Maratona di Roma darà un pettorale a ognuno di loro se vorranno, ma siano essi stessi, come da sempre tanti altri presidenti, un riferimento per tutti.
Il singolo podista decide di partecipare alla maratona di Roma senza pettorale, pensando: “Io da solo quale danno potrò arrecare e come potrò ostacolare i concorrenti ufficiali?”. Per comprendere bene la vicenda possiamo immaginare che sitiamo parlando di molti atleti imbucati. Che numeri ha il fenomeno dei bari in gara a Roma?
I numeri, da un nostro studio fatto sulle immagini e segnalazioni del nostro staff, risultano essere rinchiusi in una forchetta di valori compresa tra gli 800 e i 1000 podisti non regolari lungo il percorso.
Una parte importante del popolo dei podisti ritiene che le spese per le iscrizioni siano cresciute negli ultimi anni, insieme con loro, il numero delle gare ogni domenica, dalle più piccole alle più partecipate. La voce iscrizione gara, inizia a farsi sentire sul bilancio familiare, come pensate di venire in contro gli atleti?
Il costo della Maratona di Roma è il più basso all'interno delle gare del gruppo Gold Label. Non ci sono tour operator. Nel costo del pettorale ci sono decine di servizi che fanno sì che la gara sia apprezzata sotto ogni punto di vista: logistico, sanitario, organizzativo, amministrativo. Se togliamo i gadget dal pacco gara, come molti sostengono, la spesa del pettorale della Maratona di Roma cala di pochissimo… Una gara come Roma comporta un lavoro enorme dietro a ogni pettorale, ci sono responsabilità, programmazione, pianificazione e investimenti economici importanti. Coloro che non vogliono iscriversi hanno il diritto di fare altro, ma non possono inserirsi tra chi ha pagato.
Ma è vero che ci sono atleti che hanno corso Roma con il pettorale ritoccato al computer con programmi di grafica?
Abbiamo avuto la conferma che in una Maratona di Roma due atleti hanno falsificato un pettorale. Con un programma per la modifica delle immagini, hanno preso un pettorale regolare, ne hanno cambiato il numero, scrivendoci sopra uno a caso, che ovviamente apparteneva a un altro atleta ignaro della truffa. Quest’ultimo dopo la gara si è visto, tra le foto ufficiali di Fotostudio5, il suo pettorale indossato da uno sconosciuto.
Sapete, tra le varie conseguenze, che comporta questo gesto? Che se il podista truffaldino si fosse sentito male, e nel soccorrerlo avessimo poi avvisato la famiglia del podista associato a quel numero di pettorale, immaginate voi cosa poteva succedere. Sul percorso della maratona di Roma negli ultimi 7 anni sono decedute 3 podisti. Che cosa succede se dovesse essere coinvolto un truffatore come questo? Quante famiglie sarebbero coinvolte in momenti di vera disperazione. Perché si deve vivere un evento fantastico come in un costante assedio di chi non vuole rispettare le regole?
Cosa si aspetterà da questo vostro gesto? E quanto ci vorrà prima che la corretta pratica sportiva diventi un modo di vivere lo sport?
Sarà difficile giungere alla correttezza assoluta di tutti i partecipanti, ma noi facciamo leva sul 99,9 % della popolazione di atleti che si prepara seriamente alla maratona e arriva a iscriversi per vivere onestamente l'evento. I pochi restanti purtroppo rovinano la nostra immagine nel mondo. Il nostro lavoro è basato sull’onestà e il rispetto di tutti. Questa è la vita e lo sport dovrebbe esserne lo specchio.





















Commenti
Pezzo da leggere, rileggere, studiare e appendere in bacheca per tutti!!!
D'altronde, chi non lo capisce o ha studiato poco, o ha preso un " pezzo di carta" solo perchè un pezzo di carta , in italietta, non si nega a nessuno!!
Solo una domanda: fintanto che queste considerazioni varranno solo in alcuni casi, saremo e resteremo una povera italia.
Ciao a tutti
Angelo Mele