Compeed Golden Gala: "..volemo vede' er giamaicano"

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Giovedì 26 maggio, a Roma, ci sarà il Compeed Golden Gala, terza tappa della Samsung Diamond League. Da giorni la capitale è tappezzata di poster di Usain Bolt. Gli sponsor stanno facendo le cose in grande per la prima volta del giamaicano allo Stadio Olimpico.  Si parla di arrivi da tutta la penisola, con colonne di pullman sulla A1 e treni speciali da tutte le regioni, Megascreen nelle principali piazze romane, chiusura degli uffici pubblici e scuole, allertata la protezione civile, piogge sparse al centro nord, scherzi a parte, l’atletica mondiale si è data appuntamento a Roma con i migliori atleti del momento...

Alcuni miei amici, che ancora non hanno capito a cosa servono quelle righe bianche su fondo rosso intorno al campo dell'Olimpico e sono convinti che servano al pupone a correre meglio quando si va a sbracciare sotto la sud, mi hanno chiesto di prendergli i biglietti per il 26 maggio :
“...volemo vede' er giamaicano”, mi hanno apostrofato davanti alla mia incredulità.

Il bisogno di capire il fenomeno, mi ha portato a chiedere un parere all'amico Saverio Fattori. Atleta, scrittore, osservatore disincantato del nostro mondo.

Allora Saverio il fulmine illuminerà lo stadio olimpico, lo verrai a vedere?

No. Non sarò a Roma. Sono laico, non sopporto nessun tipo di celebrazione, avete appena beatificato, che avete a Roma, vi è presa la fissa ? Non lo vidi neanche a Berlino, avevo prenotato il biglietto per la finale dei 10mila metri, gli Dei mi punirono per l'affronto, fu la gara più noiosa di quei mondiali. Vidi la sua premiazione dei cento metri. Poi andai qualche giorno dopo, Usain correva un turno eliminatorio dei 200 metri che corse smettendo di spingerea180 metri dalla fine Mancai per poco l'appuntamento con la Storia, si potrebbe dire. Non potrò dire io c'ero, io ero nello stesso catino quel giorno del record del mondo. Qua la mia triste storia dei giorni Berlinesi (http://saveriofattoriacidolattico.blogspot.com/2009/09/acido-ai-mondiali-presidio-allhotel.html

Vabbè sto facendo l'antipatico. Bisogna ammettere che Bolt è un capolavoro dell'umano. Fa, nel miglior modo possibile, la cosa che amiamo di più: correre. E tanto basta.

Potrà servire come catalizzatore di un mondo che si vede solo ogni 4 anni in occasione delle Olimpiadi.

No questa sua superiorità assoluta si fa alienità e lo allontana da ogni forma di condivisione. Non ci può essere immedesimazione con una divinità. Si va a vedere il Supereroe, l'anomalia, molti abbandoneranno gli spalti dopo la sua gara, mi auguro sia l'ultima. Come accadde per Pistorius sia a Roma che a Padova ,questo sì fu un sintomo di Unità Nazionale Bolt corre così veloce che un giorno volerà. E quel giorno vorremmo essere almeno testimoni oculari. L'Atletica Leggera è finita (le maratone in genere no, ma è altro discorso), sono pochi i personaggi che “bucano” Bolt è un fuoco d'artificio stupefacente, ma dura nove secondi. Poi scende il buio. Negli anni Settanta si riempivano gli stadi per i Campionati Italiani, ricordo una sfida fantastica Fava Zarcone sui 10mila, sotto la pioggia. Vagamente, ero piccolo, magari l'ho sognato. Che tristezza. Mi hanno divertito le cose che hai scritto nella tua cronaca. Credo che Usain Bolt stia all'atletica come Valentino Rossi al motociclismo. Creano disturbi emotivi anche su persone che non hanno nessun basilare della materia. Anni fa su una rivista di motociclismo lessi una lettera di un appassionato di vecchia data delle moto. Si lamentava del fatto che improvvisamente sugli spalti si trovava a gomito con gente che gli chiedeva dove le moto avessero i comandi delle marce.

Potrà il ragazzo creare suoi emuli? essere un riferimento per i giovani?

Perché no. Però teniamo presente che con Baldini in Italia non è andata esattamente così. Se ha fatto proseliti li ha fatti tra gli over 40 come me. Domenica scorsa a Modena ho visto un Allievo correre un 200metri in 21.95. Mi piace pensare che si sia avvicinato all'Atletica grazie a Bolt. È probabile.

Mio figlio, è un grande fun di Bolt. Seguendo le gesta naturali del campione, un domani, saprà apprezzare il lavoro e la fatica come unico strumento per arrivare al proprio successo personale senza compromessi o scorciatoie?

Una delle cose che fa di Bolt il personaggio giusto è che appare come un puro miracolo della natura, già a 16 anni vinceva i mondiali al limite dei 19. Non ti fa pensare alla chimica Sarà la sua leggerezza, il sorriso, non ha le pose del killer del classico sprinter anni Novanta. Boh Speramo.

Bolt è condannato a vincere?

Sì. Assolutamente. Ci vuole qualche punto fermo in questo porco mondo, qualche sicurezza. Come lo fu per Pantani. Non lo volevamo insidiato da sfidanti. La famigerata tappa del giro in cui lo fermarono eravamo tutti lì, curiosi di vedere quanto distacco avrebbe dato al secondo. Per essere alla mercé di altri velocisti Bolt dovrebbe essere fuori forma o infortunato, perché di esseri umani così non ne nascono due nello stesso secolo.

Piste di atletica allo sbando, pochi investimenti nelle file dei giovani...in un quadro così desolante, ce lo meritiamo Bolt?

NO. Non lo meritiamo. Ma è la strategia dell'evento che serve appunto a distrarre da una normalità fantozziana. Dalle piste con i buchi, al disastro strategico dell'attività sportiva nelle scuole pubbliche. Va detto che oggi un meeting non è propriamente internazionale se non è presente Usain. Così almeno pare a livello di vulgata. In qualche modo gli organizzatori di un meeting della Diamond sono quasi “costretti” ad avere Bolt in pista. Abbiate pietà di loro.

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