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Un nuovo studio sui limiti delle possibilità umane nel mezzofondo e nel fondo.

Enrico Arcelli per Novararunning 

Sono stati molti gli scienziati che in passato hanno cercato di stabilire quali sono i limiti delle possibilità umane nell'atletica leggera. Gli ultimi a cimentarsi sono stati due studiosi britannici, Alan N. Nevill e Gregory Whyte. Essi sono partiti (come del resto hanno fatto molti dei loro predecessori in questo tentativo) dallo studio dell'andamento dei primati del mondo nel passato. Neville e Whyte, particolare, hanno analizzato come si sono evoluti i record nel corso dello scorso secolo. Hanno individuato un andamento comune a tutte le discipline per le quali il record esisteva già fin dai primi decenni del 1900: dapprima esso è migliorato poco per volta; poi, subito dopo la seconda guerra mondiale, il suo sviluppo è avvenuto molto rapidamente e, infine, con l'avvicinarsi del 2000, si è avuta una nuova decelerazione. Questo motivo li ha indotti ad utilizzare per la loro analisi un modello matematico differente da quello utilizzato fino ad oggi: non quello rettilineo (come se ci fosse un progresso continuo), ma quello fatto ad esse, appunto più lento all'inizio del secolo scorso; più veloce a metà; e di nuovo più lento alla fine del secolo.

Qual è stato il risultato del loro studio?

E' stata la tabella che compare qua sotto. Secondo essa, oggi si è già abbastanza vicini ai limiti delle possibilità umane. A livello maschile, per esempio, quello della maratona (2.03'38"4) dista soltanto pochi secondi dal record fantastico di Heile Gebrsilassie (2.03'59). A livello femminile, addirittura, quello attuale dei 1500 m (l'unica specialità, assieme a quella degli 800 m, analizzata da Neville e Whyte; le altre sono state introdotte troppo di recente per consentire ai due ricercatori di fare pronostici attendibili) è già migliore, sia pure di pochissimo, rispetto a quello teorico: nelle tabelle dei primati mondiali, infatti, c'è indicato 3'50"46, mentre il limite delle possibilità umane è stato stabilito essere 3'50"84. I due studiosi, in ogni caso, non esitano ad indicare che il sospetto di doping esiste.

Che cosa si può dire a commento di questa ricerca?

Sicuramente che è interessante e che, da vari punti di vista, lo è ancora di più di molte delle precedenti. Ma che - come tutte le previsioni basate sull'estrapolazione di quello che è avvenuto in passato - non può tenere conto del fatto che nel progresso dell'uomo possono intervenire componenti difficilmente prevedibili. Se ampliamo la visione delle cose a tutta l'atletica, anche senza pensare ad interventi illeciti, per esempio, possono essere messe a punto tecniche diverse da quelle attuali, in grado di sfruttare meglio le potenzialità dell'uomo; si pensi, par esempio a quello che è successo in passato nel salto in alto. Possono, poi, essere inventati attrezzi nuovi; in questa caso non penso soltanto alle aste, ma anche alle scarpette. Potrebbero essere migliorati anche gli stessi manti sui quali si corre o si salta. Scarpette e manti della pista potrebbero influire positivamente anche sulle prestazioni del mezzofondo e del fondo, discipline per le quali, poi, potrebbero essere messe a punto nuove metodiche di allenamento.

Insomma: se è vero che è poco probabile che l'uomo di per sé migliori, non è escluso che un certo margine di miglioramento di altri fattori. Chi vivrà vedrà.


Record attuale Limite delle possibilità umane

UOMINI
800 m 1'41"1 1'40"0
1500 m 3'26"00 3'23"1
Miglio 3'43"1 3'39"0
5000 m 12'37"4 12'12"1
10.000 metri 26'10"3 26'10"7
Maratona 2.03'59" 2.03'38"4

DONNE
800 m 1'53"28 1'51"65
1500 m 3'50"46 3'50"84

 

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