L'editoriale del lunedì
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21 Novembre 2011

Ieri si è svolta la “Corri al Tiburtino” quartultima gara del nostro campionato sociale. Come dice Marco è difficile correre in periferia, ma sono sostanzialmente d’accordo con lui quando esprime il concetto che l’integrazione, la coesione cittadina passano anche attraverso il coinvolgimento di quartieri e di periferie talvolta brutte che dobbiamo far sentire parte integrante della nostra città anche attraverso una semplice corsa podistica.
E’ anche vero, fortunatamente, che gli organizzatori mettono in campo quanto di meglio hanno, se non la si apprezza per il percorso almeno sia apprezzata per quello che offre a contorno. A Roma esistono tante gare amore-odio che a inizio anno pensi di saltare e che immancabilmente ogni anno corri. La nostra società si è presentata ai nastri di partenza con 23 atleti, dei 25 iscritti, tante ottime prestazioni con molti PB che dimostrano come il percorso sia veloce. I nostri complimenti vanno soprattutto a Roberto Eramo per la prima volta sotto i 40 minuti, un gran risultato e un altro esempio, qualora ce ne fosse bisogno, che allenarsi seriamente alla fine paga.
Sorvolo sulle nostre donne e sulle loro prestazioni, sono tutte brave e cominciano ad essere una realtà importante all’interno della squadra.
Il mio sogno è che il prossimo anno questo zoccolo duro femminile si possa allargare ancora con qualche inserimento. Vorremmo atlete che corrano e sorridano, fatichino e si spronino a vicenda, come ho sempre sostenuto, siamo nemici dallo sparo di partenza della gara allo striscione di arrivo, niente più. Il nostro campionato sociale volge al termine, mancano solo tre gare, si cominciano a disegnare i vincitori e i premiati, è e sarà una bella lotta fino alla fine.
Domenica prossima è in programma la gara di “Monterosi” una gara ben premiata e ben organizzata, a seguire un trail (il prossimo anno ce ne saranno diversi) e il gran finale con la Best Woman, certo come più di qualcuno sottolinea i prezzi delle iscrizioni lievitano di anno in anno e diventa sempre più difficile per le piccole società come la nostra stilare un campionato sociale che coniughi costi, premi e soprattutto rispetto per l’atleta, a un aumento dei costi dovrebbe corrispondere un aumento dei servizi offerti, non sempre è cosi. Anche la FIDAL ha aumentato sensibilmente i costi ...ma questo è un altro problema che tratteremo a parte. Un grazie dal vostro VP sempre più orgoglioso, passatemi la presunzione della sua squadra.




















