1 Miliardo di persone
Una volta l’anno atletica e lotta alla fame si uniscono per portare in strada quanti più atleti possibili, per sensibilizzare il pubblico sportivo nei confronti della fame, problema che colpisce più di 1 Miliardo di persone.
Lo stadio di atletica Nando Martelli alle terme di Caracalla è uno spazio fuori dal frastuono della città. Rappresenta il podismo romano per eccellenza, lontano dalla notorietà, un luogo in cui si lavora, fatica e si cresce.
Il palazzo della FAO è il suo vicino di casa, ingombrante ma discreto. Il 24 ottobre si sono aiutati, organizzando per la 4° volta la Run For Food. A conclusione degli eventi legati al World Food Day, la giornata mondiale dell’alimentazione promossa da FAO, WFP, IFAD, Biodiversity International.
Il Gruppo Sportivo Bancari Romani si è unito alla FAO, insieme hanno organizzato una serata di sport e beneficenza. I Bancari hanno messo a disposizione il meglio della loro esperienza, hanno gestito benissimo l’intero evento. La mancanza di premi in denaro ha tenuto lontano alcuni dei nomi del podismo romano, quello forte, quello a caccia di premi. Questa volta hanno sbagliato, perché se un nome importante doveva servire ad attirare l’attenzione su una gara, sabato era il giorno migliore.
I primi arrivati, complimenti ragazzi e ragazza
PODIO UOMINI
1° Ottavio Andriani 31.48
2° Giorgio Calcaterra 32.36
3° Andrea Pranno 32.40
PODIO DONNE
1° Rosaria Console 35.28
2° Giulia Martinelli 37.23
3° Alessandra Gullotta 37.25
Sulla linea di partenza, posta sul viale delle terme di Caracalla, le due gare, competitiva e non, poco prima dello start, si sono unite in un unico gruppo. I tanti stranieri presenti, legati al mondo della FAO e WFP, hanno dato un carattere internazionale all’evento, non sembrava di essere ad un 10,000 in casa nostra.
La Run for Food ha unito l’evento all 2° NIKE HUMAN RACE. L’azienda americana, presenza come sempre importante e ben visibile, ha messo a disposizione il suo Baffo, i colori e l’assistenza.
Una presenza difficile da accetare. Non vi nascondo di aver storto il naso nel vedere un azienda che produce profitti nel mondo pari al livello del Pil dei paesi del Corno d’Africa, gestire un evento che doveva sensibilizzare gli sportivi al problema della fame nel mondo.
Credo però che la FAO abbia fatto bene a sfruttare uno sponsor così importante. Roma è stata accogliente, un percorso ben segnalato, i passaggi al Colosseo, Circo Massimo, Piramide Cestia e Viale Aventino soso stati colorati da oltre 1100 maglie rosse, sotto la luce di un tramonto che rendeva i monumenti di Roma ancora più belli.
Fao e Nike due realtà diverse, due mondi distanti, 1100 atleti a dare eco alle loro politiche, compromessi che stridono, ma che servono a chi è fuori da questa visione del mondo, è fuori da ogni mondo possibile ai nostri occhi. Intere popolazioni ai margini del pianeta che non vedono altro, il cui unico problema è arrivare a domani.





















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