Corri e cammina

Eccone un'altra, come da copione la bella stagione ci riserva sempre novità...giudicate voi!
Addio al footing, "corri e cammina" è l'ultima frontiera del fitness
di MATTIA CHIUSANO
4 giugno 2009
repubblica.it
Addio ai fachiri del footing? Ai masochisti della scarpetta da corsa? Il New York Times ha indicato la nuova via: il "corri e cammina". Per diventare maratoneti, ha scritto, alternare la corsa a cadenze da passeggiata può aiutare più di tante tabelle d'allenamento estenuanti. Un inatteso sostenitore della camminata sportiva è Alex Schwazer, che marciando a ritmi elevatissimi ha vinto l'oro della 50 km alle Olimpiadi di Pechino: "Il mio obiettivo è insegnare a camminare, avvicinare più gente possibile, famiglie comprese, a questo gesto naturale che logora meno i legamenti, sembra strano, fa consumare più energie della corsa. Oltretutto è lo sport più economico, basta un paio di scarpette. Nel mio Alto Adige ci sono più turisti d'estate che d'inverno: fanno nordic walking, hiking...".
Ma prima di sposare le teorie del NYT, bisogna separare con cura gli atleti dai principianti, i professionisti dai cosiddetti "tapascioni". "Questo metodo va molto bene per i neofiti, distribuire lo sforzo su tempi più blandi è un modo per recuperare energie" spiega Luciano Gigliotti, leggendario tecnico di Gelindo Bordin, oro nella maratona a Seul '88. "Un'ora di corsa lenta è più utile per il dimagrimento di mezz'ora di corsa veloce: correre a ritmo blando vuol dire utilizzare maggiormente gli acidi grassi che gli zuccheri, quindi aiuta a perdere peso. Anch'io, a 75 anni, alterno spesso la corsa al passo, come migliaia di principianti per i quali non è importante correre 42 km in tempi che ti possano collocare nell'élite, ma finire la gara in 4-5 ore. Se parliamo di top runner, al contrario, la camminata non serve a niente: Bordin correva 280 km alla settimana, Baldini 220 a ridosso delle Olimpiadi: le metodologie sono cambiate con l'arrivo degli africani, che hanno imposto cadenze impensabili".
Stefano Baldini, citato da Gigliotti, chiuse idealmente i Giochi di Atene 2004 vincendo la maratona nello stadio della prima edizione. Simbolo della storia olimpica, l'emiliano è d'accordo con Gigliotti: "Non ho mai utilizzato la camminata come forma d'allenamento, e nemmeno come metodo di recupero dagli infortuni: per quelle pratiche usiamo piscina e bicicletta". Ma quando Baldini, due anni fa, ha scritto un libro intitolandolo "Quelli che corrono", ha spiegato così il metodo migliore per iniziare l'attività: "Alternare la corsa alla camminata".





















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