La gara e i frutti di stagione
Come per il contadino la raccolta dei frutti è un momento di festa perché rappresenta la fase finale di tanto lavoro svolto, per il podista la gara racchiude un fascino unico: è il momento di esprimere il massimo di sé. Prima di una competizione si avvertono le tensioni conseguenti dal dover attivare ogni risorsa disponibile. Non c’è stimolo migliore per l’organismo di quello che proviene dalla competizione. La gara è quindi il miglior allenamento. Basti pensare che quando si svolge una seduta di allenamento intervallato, come per esempio una serie di 8 prove da 1000 metri, si mantiene un impegno molto simile a quello che si terrebbe in una gara di 10 chilometri.
Gareggiare è quindi molto allenante tanto che, dopo una serie di competizioni, la condizione di forma cresce, fino a raggiungere l’apice. Di solito servono 3-4 competizioni per stimolare adeguatamente l’organismo, e si nota che gara dopo gara il rendimento migliora. Inoltre si è mentalmente ben predisposti per competere a livelli sempre maggiori.
Gli effetti positivi che la competizione ha sull’organismo derivano dall’intensità della sollecitazione. Poco prima ho riportato che lo sforzo tra allenamento intervallato (con prove di 1-2km) e gara è simile come intensità, ma la seconda situazione rispetto alla prima è caratterizzata dall’assenza dei tempi di recupero. In definitiva, lo stimolo della competizione è così positivamente elevato che l’organismo reagisce alla sollecitazione migliorando l’efficienza dei propri apparati.
Inoltre, partecipare ad una gara è mentalmente meno stressante rispetto allo svolgere allenamenti intervallati i quali, pur presentando tempi di recupero necessari per sostenere lo stimolo, risultano psicologicamente molto impegnativi perché è difficile disporre, nel momento in cui si svolgono, della migliore carica emotiva. Nelle gare invece l’adrenalina innalza il coinvolgimento di tutto l’organismo per sostenere lo sforzo tanto che, in genere, si fa meno fatica a correre una gara che non svolgere un allenamento di pari intensità.
Se è positivo gareggiare, si deve prestare attenzione a non eccedere con le sollecitazioni agonistiche.





















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