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Appia Run 2010: la mia gara dalla pancia del gruppo

 

E’ quasi l’una di notte, dopo una ottima cena: scorfano e calamari alla griglia, insalata di polipo, insalatina mista e l’immancabile dolce di Milletti, tutto innaffiato con dell’ottimo prosecco, (prima di una gara i carboidrati sono fondamentali) finalmente andiamo a casa, spero che il tragitto da Monteporzio a Roma sia breve, ho sonno e domani mattina c’è l’Appia Run, una delle gare con il percorso più vario e più bello del panorama laziale delle corse su strada.

C’è di tutto dall’asfalto al sanpietrino, dal basolato alla terra, non mancano discese e salite, una gara impegnativa ma molto amata dal runners romano.

Siamo in 27 del Poligrafico, manca Mauro impegnato al Trial della Capitale e Caterina in trasferta a San Benedetto (complimenti a tutti e due per i risultati ottenuti), la giornata si preannuncia piacevole, come al solito mi perdo in chiacchiere e parto, tanto per cambiare, molto dietro nel gruppo.
Correre non è facile, colpa sicuramente della tanta gente che partecipa alla  gara e in parte alla sede stradale non molto ampia, partire da dietro mi dà l’opportunità mi correre dietro a quasi tutti (scusate la modestia) i compagni di squadra, è un piacere incontrarne e sorpassarne qualcuno, vedere le loro facce impegnate nello sforzo e nella concentrazione, c’è sempre una gara nella gara, è il nostro campionato sociale.
Tra gli ultimi che raggiungo ci sono i fratelli Adornetto, l’allegra coppia di maratoneti perpetui, uno foto al volo, un saluto, qualche centinaia di metri fatti insieme, quello alto che in discesa allunga in maniera feroce e poi rallenta e ci permette di rientrare, lo so se solo avesse corso da solo e non insieme al fratello non lo avrei mai ripreso. Vicino Porta San Sebastiano vedo la sagoma del Bombelli, partenze fulminanti tenuta a volte deficitaria, lo affianco, lui scappa via, lo riaffanco e lui via di nuovo, io sto andando ad una andatura costante, lui “strappa” spesso e volentieri, alla fine pagherà gli sforzi fatti. L’arrivo all’interno dello Stadio è sempre una emozione, l’organizzazione quasi perfetta, con Massimo andiamo verso la macchina e abbiamo la fortuna di vedere arrivare diversi compagni di squadra,  arrivano tutti sorridenti segno di una gara apprezzata e goduta.
Buon ultimo il nostro Presidente, perché ci siamo presi la chiave della sua macchina...

Domenica andiamo a Rieti una bella mezza, lo scorso anno è stata una delle tappe fondamentali per la maratona di New York, quest’anno sarà una gita fuori porta confidando nell’amico tempo.

 

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Monza Resegone 2011

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