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Corri in Abruzzo

 

 

L'appuntamento con la squadra è alle 7.30. A Roma il tempo è buono, ma le previsioni a L'Aquila danno cielo piovoso. L'organizzazione ha messo a disposizione più di 50 mezzi per far arrivare, da tutta Italia, oltre 2500 iscritti.


Stiamo andando ad una gara diversa. E' passato un anno, troppo poco  per rimuovere il dolore e la paura. Una sola sosta all'ultimo casello, prima dell'uscita L'Aquila ovest. L'entrata in città, da Via XX Settembre, è un pugno allo stomaco, sull'autobus c'è silenzio e commozione. Intorno a noi una città vuota, scavata da dentro, un solco profondo vite intere. Solo i bambini ridono e scherzano. La notte del 6 aprile loro dormivano tra le nostre braccia, noi in piedi, in mezzo al corridoio di casa, con la sensazione che tutto potesse finire da un momento all'altro.


Non ci sono parole. L'Aquila è morta quella notte. Una parte di noi se n'è andata con le 308 persone scomparse.


La Corri in Abruzzo è una gara perfetta, come la macchina organizzativa che ci ha accolti. Il ricavato, percentuale delle quote di partecipazione, verrà devoluto al Comune di Villa Sant'Angelo per l' allestimento di un'aula multimediale, all'interno del plesso scolastico.


La partenza su viale Collemaggio e intorno il nulla, case vuote e recinzioni. Noi sportivi ci sentiamo a casa in ogni luogo, lo facciamo in parte nostro. A L'Aquila, anche se per poche ore, ci siamo stretti in un forte abbraccio, sotto l'arco della partenza. La gara è stata il corollario ad una giornata di vita. Il percorso passa nella valle sotto la città, scorrono le frazioni più colpite: Monticchio con il cinema chiuso e i titoli dei film dell'aprile del 2009. L'entrata ad Onna è irreale, le nuove case, fuori un centro storico che non c'è più, sono case senza storia, ma con una sobrietà unica, curate e semplici nel contempo.


La protezione civile è una presenza vitale dal 6 aprile, oggi accoglie gli atleti e i tanti che hanno preso parte alla stracittadina. L'assistenza dei volontari ha permesso a tutti di trascorrere una giornata di sport, all'arrivo della passeggiata dei 5km, bus navetta trasportavano gli arrivati fino ad Onna. 


Dopo la gara tutti hanno potuto mangiare un buon piatto di pasta, presso le strutture della protezione civile. Peccato per il maltempo, ma non conta, noi c'eravamo e non avremmo mancato la Corri in Abruzzo per nulla al mondo. Grazie Abruzzo, le sensazioni sono andate oltre il cronometro e il traguardo. Lo sport mai come oggi è stato testimone di vita e speranza..

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